IN FUGA PER TRE

Usa. Appena rilasciato dal carcere per buona condotta dopo quattordici rapine e cinque anni dentro, il mastodontico Daniel Lucas (Nick Nolte) decide di rigare dritto.

Entra in banca per depositare i risparmi e incoccia nel nevrotico e dilettante rapinatore Ned Perry (Martin Short) che, pistola in pugno e bomba in mano in tasca, cerca i soldi per la scuola speciale della sua piccola Meg (Sarah Rowland Doroff), muta da due anni, cioè da quando ha perduto la mamma.

Il disperato e pasticcione papà fugge prendendo in ostaggio il rapinatore pentito, subito ritenuto la mente del colpo.

Buffa, commedia rosa, spassosa nella prima parte, con molto brio e più farsesca, e zuccherosa (leggi patetica) nella seconda, che dileggia con bonomia i polizieschi francesi.

Non per nulla è francese il regista, Francis Veber, evidentemente a corto di idee, infatti ha rifatto pari pari il suo «Due fuggitivi e mezzo» di due anni prima.

Insomma questo IN FUGA PER TRE non ha vinto il premio oscar per l'originalità.

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