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THE ROAD

Chissadove, chissaquando. L'apocalisse (non meglio specificata) ha desertificato e gelato il mondo da un decennio.
E quel che ne resta vibra per i terremoti.
Con la flora estinta in mancanza di raggi del sole; con la fauna che ha fatto la stessa fine, all'uomo resta che una sola cosa: uomo mangia uomo.
Alla lettera.

Fra chi non vuol sopravvivere con tale dieta ci sono l'esausti padre (Viggo Mortensen) e figlio (Kodi Smith-McPhee): dal freddo riescono a ripararsi, ma la fame è insopportabile.

Vanno a sud, sperando di incrociare una speranza: il mare. La famiglia si era appena formata al momento dell'apocalisse. Ma adesso sono soli, da quando la loro moglie e mamma (Charlize Theron) s'è lasciata morire (divorare?) in un ex bosco.

Il pover'uomo ora lotta con la tisi, pronto a tutto, per assicurare al figlioletto, più che il futuro, la pallottola (ne hanno due) con la quale uccidersi, onde evitare di essere stuprato e mangiato da vivo e non da morto.

Quanti incontri per la via, come il vecchio (Robert Duvall) senza speranze.

THE ROAD è un dramma fantascientifico che il regista John Hillcoat ha tratto da un vendutissimo romanzo omonimo di Cormac McCarthy.
"The road" non ha alcuno accenno di spettacolarità e avanza al passo strascicato dei due emaciati protagonisti, che coperti di abiti lisi, viso grigio e muniti di carrelli da supermercati carichi di ogni loro avere, portano in giro senza meta la loro cupa disperazione.
Fino ad incontrare un possibile pasto; o fino a diventare un possibile pasto.

Con tempi lunghi, per dare l'idea della morte di stenti.

Un piccolo accenno di splatter e il sofferente Mortensen tenta di tirare su il morale delle amanti del genere scoprendo due volte le ossute chiappette.
La Theron appare un paio di minuti in sette fulminei flashback (a colori, quasi tutti. I ricordi sono sempre a colori. Per tutti).

La fine del mondo appare però come un pretesto per raccontare l’amore paterno con commovente profondità. E da questo punto di vista colpisce nel segno.

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