MIA MOGLIE TORNA A SCUOLA

Seguendo una comitiva di turisti in visita ai monumenti della città, la prosperosa casalinga Valentina Buratti (Carmen Russo) sente improvvisamente il bisogno di alimentare la sua (scarsa) cultura e decide di tornare a scuola, con grande disappunto del marito Aristide (Renzo Montagnani), pizzicagnolo perennemente in fregola, dedito solo al suo negozio, al denaro e, naturalmente, alle grazie della procace moglie.

Il collegio scelto dalla tarda scolar(on)a Valentina sembra uno di quelli ferrei nella migliore tradizione elvetica ma al contrario vi succede di tutto, tranne che studiare.

Anche il marito/pizzicagnolo Aristide, non riuscendo a stare lontano dalla consorte, escogita vari espedienti per avvicinarla, senza mai però riuscire nell'intento. Giunge finalmente il giorno degli esami, e tra gli esaminandi c'è anche Aristide, che, dietro pagamento, si è fatto inserire nell'elenco.

Tra equivoci, liti, incomprensioni, minacce, nell'aula della commissione si crea un caos totale. Nel momento meno opportuno arriva in visita il ministro della pubblica istruzione e sorprende tutti in atteggiamento non molto conveniente...

MIA MOGLIE TORNA A SCUOLA è una tarda commedia scolastico-scollacciata (leggi pecoreccia) girata all'interno di un lussuoso college con regia affidata al -nom de plume- Anthony Ascot (Giuliano Carnimeo).




Splendida (non parlo di recitazione...) Carmen Russo che nel genere è arrivata tardi (fortunatamente la tv berlusconiana l'ha subito riciclata, regalandogli dunque visibilità).

Renzo Montagnani, che nella commedia sexy italiana, nella sua essenza pecoreccia e nella sua assenza di trama, spesso, trova il modo di dare quel qualcosa in più ed innalzare il livello del film dove recita, qui non riesce nell'impresa. Quindi al di là di un bel po' di cosce ed affini, ed oltre a qualche battuta da osteria, non è che ci sia molto da ricordare, ma, come per una strana alchimia, si finisce sempre per buttarci un occhio con piacere; magari non sempre per la sua interezza, magari anche solo per pochi minuti.



Ultima curiosità: l'alunna alla lavagna che riempie la locandina del film parrebbe avere le fattezze della Fenech (concentrarsi sul viso, prego) e non di Carmen Russo.

Operazione plausibile, visto che nel 1981 Edwige Fenech funzionava da buon richiamo per il pubblico... ben più della poco conosciuta Carmen Russo.

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