Per un pugno di dollari

Miguel (Nuovo Messico), metà ottocento. Il solitario e taciturno pistolero Joe (Clint Eastwood) giunge su un mulo nel villaggio di frontiera conteso dalle litigiose e violente famiglie dei Baxter e dei Rojo, dove il contrabbando di fucili e whisky è molto redditizio.

Muovendosi con l'abilità di un Casini odierno, l'ospite, fingendosi amico di entrambi, aizza gli uni contro gli altri, dividendosi tra le due fazioni e vendendo i suoi servigi "per un pugno di dollari", fino a quando il perfido Ramon Rojo (Gian Maria Volontè), scoperto il trucco, gli fa una tortura con i fiocchi.

Sfuggito agli aguzzini dentro a una bara, si cuce le ferite e indossa la corazza prima di scendere in pista a regolare il conto al dolce suono della fida Colt.

PER UN PUGNO DI DOLLARI è il mitico capostipite del western italiano, e della cosidetta "trilogia del dollaro", un avvincente impasto di avventura e violenza, che manda in prepensionamento gli indiani e in soffitto le chiacchiere, alla Ford per intenderci, arricchendo il tutto con l'intrigo machiavellico, l'umorismo macabro, il décor teatrale, modificando i tempi e le inquadrature.

Erano già stati prodotti alcuni western in Italia, ma quello del grande regista Sergio Leone (che dovette travestirsi da americano con lo pseudonimo di Bob Robertson, che poi è un omaggio al padre Roberto Roberti, regista del muto) è il primo western che piacque alle platee popolari come a quelle borghesi proprio perché non assomigliava ai western americani.

Costato 120 milioni, incassò quasi 2 miliardi e fu venduto in mezzo mondo.

Il suo successo aprì nuove prospettive nell'impiego della violenza sullo schermo di cui si giovarono altri registi come Peckinpah e lo stesso Kubrick.
Come il regista anche tutta la troupe si travestì: fotografia di Jack Dalmas (Massimo Dallamano), musiche di Dan Savio (Ennio Morricone), scene e costumi di Charles Simons (Carlo Simoni). J. Wells è Gian Maria Volonté.

Non ebbe naturalmente bisogno lo sconosciuto (all'epoca) e ingrugnito pistolero di ghiaccio Clint Eastwood. Probabilmente nessuno avrebbe scommesso un dollaro (bucato) su un suo futuro da divo e regista fenomenale.

1 commento:

Dea Silenziosa ha detto...

Quante invenzioni il cinema deve a Sergio Leone, e soprattutto quanti registi lo hanno 'citato-omaggiato'.. dopo di lui anche il western americano ha sempre attinto qualche cosa dai suoi film: vuoi il modo di vestire, vuoi le ambientazioni, vuoi il realismo di tanti personaggi e luoghi (come le bande di fuorilegge così brutte sporche e cattive, così differenti da quelle linde e pinte dei film western classici..)...
Sorridente al veder nominare Casini in questo post: opportunamente. :D
Buone feste.

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