IL PAPA DEL GREENWICH VILLAGE

New York, Little Italy. Charlie Moran (Mickey Rourke), indolente maître di un grosso bar, perde l'impiego per l'ennesima volta e lo attribuisce, per scagionarsi, ai furtarelli incauti del ciarliero cugino Paulie (Eric Roberts), che è appena riuscito a far assumere come cameriere nello stesso locale.

Squattrinato e depresso per l'abbandono della moglie, e nell'intento (vano) di non perdersi anche Diane (Daryl Hannah), la graziosa convivente istruttrice di ginnastica aerobica, con sogni sempre più voluminosi delle proprie tasche, accetta il male organizzato progetto criminale di Paulie: l'intenzione è di scassinare una cassaforte con l'aiuto...professionale di un orologiaio irlandese.

Il colpo sta per riuscire, ma sopraggiunge sul posto un poliziotto (corrotto). Fatti sparire gli arnesi dello scasso, i tre si appiattano col fiato sospeso. Attoniti, devono constatare che il solitario poliziotto conosce la combinazione della cassaforte e, dopo un attimo di incertezza nel notare segni di effrazione, l'apre con estrema facilità. Visto che il bottino è a portata di mano, i tre balzano fuori e si liberano del poliziotto facendolo precipitare nella tromba delle scale. Stecchito.

Ricercati sia dai poliziotti che dagli uomini del boss del quartiere, sordido e spietato, che impone tangenti sul piccolo commercio, come sulle scommesse all'ippodromo e sulla polizia, per far perdere le tracce, l'orologiaio se ne fugge in Irlanda mentre i due patetici mafiosi di infimo cabotaggio dovranno affrontare il "Papa"...

IL PAPA DEL GREENWICH VILLAGE è una commedia gradevole ma poco originale, che il regista Stuart Rosenberg fa scivolare nel dramma senza affondarci, tutta al servizio della coppia di attori allora emergenti (Rourke-Roberts), in un ritaglio stereotipo della "Little Italy", destinati ad una carriera altalenante. Il ritmo è accettabile e Rourke gigioneggia il giusto.

Non imperdibile ma si può guardare.

Sarebbe curioso sapere quanti italiani si riconoscono nei due sprovveduti e sdolcinati 'napoletani' a New York, e quanto irlandesi in Kenneth McMillan, orologiaio scassinatore.

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