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Men of Honor

Bayonne New Jersey (Usa), anni cinquanta. Ha scritto più di cento lettere e atteso due anni il tenace provinciale di colore Carl Brashear (Cuba Gooding jr.), entrato in Marina sulla spinta del padre, un modestissimo agricoltore del Kentucky che gli ha insegnato ad essere sempre il migliore, prima di essere ammesso alla scuola dove si svolge il corso speciale di sommozzatori.

Il burbero istruttore Bill Sunday (Robert De Niro), alcolista, razzista e piantagrane, sposato alla rassegnata Gwen (Charlize Theron), cerca in tutti i modi di toglierselo dalle scatole, facendo di tutto pur di farlo desistere dal suo proposito: diventare il primo sommozzatore nero della Marina degli Stati Uniti.

Tuttavia, pur avendo il presidente F. D. Roosevelt decretato la fine della segregazione razziale nell'esercito, Carl si trova isolato e minacciato dai compagni e tartassato dall'istruttore. Ma il ragazzone, in flirt con la dolce bibliotecaria Jo (Aunjanue Ellis), è alquanto determinato, tiene duro e l'istruttore si convince che la pasta è buona sotto la pellaccia scura, tanto da affidargli compiti più impegnativi. Finchè il sub perde una gamba in missione. Ritiro e pensione?

Mai, dimostrerò che posso ancora fare il mio lavoro sul fondo del mar.

Ok, ti sosterrò io contro la burocrazia che neanche un'Asl del Belpaese.

Melodramma marinaresco giudiziario, tratto da una edificante storia vera e cosparsa di zucchero e patriottismo, che racconta le vicende del primo sommozzatore afroamericano nella storia della Marina degli Stati Uniti.
Di discreta confezione (chi ama i film 'di una volta' ricchi di conflitti ma pacificati da sani e virili sentimenti apprezzerà il lavoro del regista George Tillman Jr.) ma retorico forse oltre ogni sopportazione.


Ha il merito di sfogliare pagine poco note della storia militare e afroamericana portandoci a conoscenza del fatto che ancora nell'immediato dopoguerra i marinai Usa di colore avevano come unica possibilità di carriera quella di finire in cucina o diventare attendenti. Oppure che una volta imbarcati non potevano fare un bagno a mare insieme ai bianchi.

Per il resto siamo nel genere “se ce la metti tutta vincerai” in cui Hollywood è maestra.
Rober De Niro, in un interpretazione manieristica e involontaria caricatura di Braccio di Ferro, è ampiamente sotto il minimo sindacale a cui ci ha abituato.

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