BASIC INSTINCT

San Francisco. Tredici colpi di punteruolo da ghiaccio e l'amplesso ad alta tensione erotica con una mantide bionda è davvero l'ultimo per l'ex divo del rock Johnny Boz.

Troppe le evidenti analogie dell'omicidio con il romanzo dell'affascinante scrittrice Catherine Tramell (Sharon Stone), così il detective Nick Curran (Michael Douglas), poliziotto con trascorsi da cocainomane, la porta di corsa alla centrale per sottoporla a stringente interrogatorio: poveretta, non ha avuto nemmeno il tempo di mettersi le mutandine.

Le indagini del segugio portano allo scoperto inquietanti interrogativi sul nebuloso passato della donna, al cui ambiguo fascino il buon Nick cede immediatamente, mentre il nuovo rapporto tra i due provoca anche la violenta reazione della compagna della scrittrice, bisessuale dichiarata, e dell'ex fidanzata di Nick, la psicologa sexy e molto nevrotica Beth Garner (Jeanne Tripplehorn).

Sorprese in quantità industriali.

BASIC INSTINCT è un thriller erotico in forma di giallo del regista olandese Paul Verhoeven che confeziona un ottimo prodotto (non un capolavoro, certo) dalle atmosfere torbide e dal ritmo vorticoso, anche se in forte debito con Brian De Palma.

Ormai da antologia una delle scene del film, quella in cui la sensuale protagonista, la fatale Stone, nel corso di un interrogatorio, accavalla le gambe mostrando l'assenza di mutandine ad un coro di poliziotti comprensibilmente attoniti, oltre che eccitati, consacrando definitivamente l'attrice al rango di star di Hollywood.

Michael Douglas, che come attore ha fatto di meglio, recita spesso con le brache abbassate per gli inutili (tranne che per la cassetta) eccessi morbosi ma ha il personaggio dello sbirro fallito letteralmente cucito addosso.

Se la più bella del reame, con o senza slip, è la bionda Sharon Stone pure la bruna e meno celebre Jeanne Tripplehorn è un gran pezzo di dottoressa.

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