STAR WARS EPISODIO II - L'ATTACCO DEI CLONI

Lassù tra le galassie, vattelapesca dove, in un lontanissimo futuro. La graziosa Amidala (Natalie Portman), ora senatrice (retrocessione?) corre pericolo di vita: ci sono dei ribelli che vogliono toglierla di mezzo, l'intento è naturalmente sovvertire l'ordine costituito.

Scampata a un attentato dei separatisti, ora vegliano su di lei il solito Jedi Obi-Wan-Kenobi (Ewan McGregor) e la new entry Anakin Skywalker (Hayden Christensen) che ormai stracotto, ignora il "divieto d'amare" della sua casta e si innamora di Amidala-Giulietta e, con castissimo scambio di baci, la segue sul tranquillo pianeta Naboo.

Dopo aver invano tentato di salvare la mamma ferita a morte, e non prima di averla sanguinosamente vendicata (il primo passo verso il lato oscuro, un passo deciso e influenzato non dal solito atto di malvagità, quanto da una conseguenza del tutto umana) raggiunge il suo compagno d'armi per dare battaglia al perfido conte Dooku (Christopher Lee), con la Repubblica ormai sull’orlo dei caos politico e un movimento separatista formato da centinaia di pianeti e potenti corporazioni pronti alla guerra.

Fuori le spade laser, miei prodi.

STAR WARS EPISODIO II - L'ATTACCO DEI CLONI è un convulso e fragoroso fumetto galattico di George Lucas, quinto dei sei episodi e secondo dei tre prequel (roba da matematici e calcolatrici) di indubbia spettacolarità ed elefantiaca lentezza.

Il digitale è perfetto, con grande spreco di fantasia, il patinato non è migliorabile, gli intrecci stellari sono stati tutti esplorati. Rimaneva il sentimento, l'amore da inserire nel calderone.
La macchina degli effetti affianca la macchina degli affetti. Il dispositivo visivo prova a non schiacciare le psicologie (il dolore e l’amore offuscano l’animo di Anakin e preludono al suo tragico destino).

Pur con la scenografia naturale del lago di Como inserito come dolce culla di promessi sposi (quel ramo…), è evidente l'incapacità di accendere i cuori.

Come un archeologo digitale, il filmmaker George Lucas porta alla luce i reperti, gli strati geologici, gli utensili (doni, droidi, spade, navicelle, pezzi di ricambio, creature umane e protoumanoidi), i frammenti di una civiltà fantasy, di un’era proiettata nello spazio infinito, di un universo parallelo dove, come al di là di uno specchio e per simmetria, cavalieri erranti, senatori, antichi maestri, principesse bellissime, mercanti e separatisti sono i protagonisti di una lotta tra Repubblica e impero. Contano il potere e l’egemonia e conta un karma misterioso, tecnologicamente avanzato eppure sentimentalmente arcaico.

Male e Bene. Edipo. Le cose, gli affetti, le emozioni frenate da una saggezza in cui il desiderio è interdetto.

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