IL DIAVOLO VESTE PRADA

New York. La grintosa e sveglia ma un pò trasandata aspirante giornalista Andy Sachs (Anne Hathaway), appena sbarcata dalla provincia col cuore colmo di speranze, diventa seconda assistente dell'onnipotente Miranda Priestly (Meryl Streep), temutissima e spietata direttrice dell'autorevole rivista Runway.

Cantava Marylin che "i diamanti sono i migliori amici delle ragazze". Oggi invece lo sono le scarpe. Da fare agli altri, specie agli amici. Soprattutto se ci si trova nella capitale del Mondo, la Grande Mela, nella redazione della più influente rivista americana nel settore della moda, e non si possiede almeno un paio di Manolo Blahnik.


È questo il caso della giovane, che già vessata dalla collaboratrice numero uno, Emily (Emily Blunt), non sa cosa l'aspetta: chiamate in piena notte, le richieste più assurde (il manoscritto originale dell'ultimo Harry Potter), và di qui, và di là, fa questo, fa quello. Chiaramente l'occupazione le potrebbe aprire diverse porte per il futuro. Si tratta solo di stringere i denti per un po', cercando di rimanere immune allo sfavillante e spietato mondo della moda. Anche perchè., per fortuna, a renderle meno pesante il lavoro c'è l'affabile factotum gay Nigel (Stanley Tucci).

Finchè scopre che anche la virago ha una (triste) vita privata e, forse, perfino un cuore e così Andy capirà che non si può passare incolumi attraverso i riflettori delle passerelle senza vendere l'anima al diavolo. Un diavolo firmato Prada ma anche Hermes, Fendi, Chanel, Dolce&Gabbana ("Con due b o con una?" come chiede candidamente Andy mentre dall’altro capo del telefono qualcuno riattacca bruscamente la cornetta; perché in certi ambienti e a certi livelli, l’oltraggio alla notorietà è un peccato mortale, un vero sacrilegio).

Tratto dall'omonimo romanzo autobiografico di Lauren Weisberger, il film è un originale, piacevole e intelligente commedia diretta da David Frankel, un prodotto ben confezionato che fotografa con acume e ironia il mondo della moda e fa di splendidi abiti e accessori raffinati gli attori co-protagonisti. Una perfida controfavola sull'illusorio e insensibile mondo delle vanità odierne.

Co-protagonista della pellicola accanto alla dolce e indifesa Andy, New York si offre ai nostri occhi in tutto il suo splendore, grazie agli scorci sugli scenari raffinati, sulle strade affollate e sui negozi lussuosi. E non poteva essere altrimenti, considerato che il regista David Frankel proviene dalla direzione di diversi episodi della fortunata serie Sex and the City.

Ottima l'interpretazione di Meryl Streep, con qualche esasperazione di troppo, che disegna da par suo, nei panni della spietata "Crudelia Demon della moda", l'odiata e venerata strega che condiziona il mercato.

Bisogna ammetterlo: la graziosa "occhioni di cerbiatto" Anne Hathaway, nel confronto, ne esce triturata.

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