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STRAZIAMI MA DI BACI SAZIAMI

Alatri, Ciociaria. L'ingenuo barbiere Balestrini Mario (Nino Manfredi) conosce ad una manifestazione-incontro di giovani cattolici la bella Di Giovanni Marisa (Pamela Tiffin).

Innamorato sul colpo si trasferisce senza pensarci su a Sacrofante Marche, ma il padre di lei si oppone fieramente alle nozze.

Dopo un mancato duplice suicidio, la fanciulla, perseguitata da una voce falsa ed infamante che la accusa di tradimento, scappa a Roma.
Una volta ristabilita la verità la cerca disperatamente, in trasferta a Roma per ritrovarla o morire.

La ritrova e i due capiscono di amarsi ancora, ma la sventurata ormai è infelicemente sposata con il sarto sordomuto Umberto Ciceri (Ugo Tognazzi).

Come sbarazzarsi dello scomodo marito? Ci penserà il destino.

STRAZIAMI MA DI BACI SAZIAMI è una originale e divertentissima (con un filo di amaro) commedia rosa di Dino Risi, che mette in scena una strana, complicata, assurda e struggente storia d'amore lunga quasi una vita.

Il copione, scritto con Age e Scarpelli (in vena), è una divertente parodia del mondo dei fotoromanzi rosa, uno sberleffo alla letteratura popolare, che comincia già con il titolo, un celebre verso di Creola, canzone-simbolo degli anni Trenta.

Se il pezzo forte sono i dialoghi mutuati dai fotoromanzi, con due o tre momenti esilaranti, i due protagonisti maschili sono strepitosi: un Manfredi bravo che non strafà (anche se, probabilmente, troppo vecchio per la parte nda) e uno splendido Tognazzi "fischiettante", con movenze, trucco e parrucca che ricordano Harpo Marx.


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