SE SCAPPI, TI SPOSO

New York. Ike Graham (Richard Gere) è un popolare giornalista newyorchese che prende spunto anche al bar: redige un'apprezzata e seguitissima rubrica di costume su “Usa Today”, anche se non sa mai cosa scrivere fino all'ultimo minuto.
Proprio sorseggiando il caffè fa la conoscenza di un uomo sconsolato che gli racconta di una giovane commerciante di ferramenta del Maryland, tale Maggie Carpenter (Julia Roberts), che, colta da improvviso panico, ha sistematicamente abbandonato all'altare ogni suo promesso sposo nel giorno delle nozze. Una sposa che scappa, insomma.

E l'articolo sulla “sposa in fuga” riceve un grosso richiamo e fa infuriare la ragazza, che per pronta risposta scrive una lettera di protesta in cui denuncia le bugie e lo sciovinismo di Ike.

Licenziato dalla sua editrice nonché ex moglie, Ike decide così di vendicarsi a suo modo, indagando sulle precedenti relazioni di Maggie e trasferendosi nel villaggio di Hale dove lei vive in attesa di sposarsi per la quarta volta, cercando di impalmare l'ottuso allenatore di football Bob.

Chissà come andrà a finire.

Dieci anni dopo "Pretty woman" lo scafato regista Garry Marshall, in questa mediocre commedia sentimentale, rimette insieme l'affiatata coppia Julia Roberts e Richard Gere (con partecipazione collaterale di Hector Helizondo), e stavolta mette da parte Cenerentole e Pigmalioni, prostitute e My Fair Lady.

La distanza sociale fra il mondo sotterraneo della prostituzione dell'Hollywood Boulevard e quello superattico dei finanzieri diviene distanza culturale fra cittadini newyorkesi e abitanti della campagna, mentre in primo piano assistiamo all'instaurarsi di una guerra dei sessi fra un cinico giornalista newyorkese e una country girl goffa e piena di insicurezze, ma capace di far breccia nel cuore di ogni uomo.

Quel che Marshall purtroppo dimentica nel passaggio da un sottogenere rom-com all'altro, sono i principi della comicità: né il conflitto culturale, né quello amoroso hanno abbastanza verve e freschezza per uscire dai luoghi comuni della farsa, ed entrambi calano visibilmente man mano che le schermaglie lasciano il posto ai sentimenti.

Ciò che funzionava in PRETTY WOMAN è dunque esattamente quello che non funziona in SE SCAPPI, TI SPOSO: la sofisticata leggerezza del primo, capace di rendere ironica e sognante anche la situazione più scabrosa, diviene sciatta faciloneria nel secondo, con il risultato che non c'è scena del film che non sia scontata e le battute divertenti sono meno dei capelli di Kojak.

I melensi Julia Roberts e Richard Gere sorridono beati per tutto il film: probabilmente lo farei anch'io se fossi bello e mi pagassero un ricco cachet.

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