REGOLE D'ONORE

Usa. E' proprio nei guai il colonnello nero (di colore) Terry Childers (Samuel L. Jackson), veterano dei marines con trent'anni di oneste guerre alle spalle ed eroe di guerra dai tempi del Vietnam.

Chiamato a difendere l'ambasciata americana a San'a nello Yemen presa d'assalto dagli integralisti che si facevano scudo della folla per la loro opera vigliacca di cecchinaggio e che avevano già ucciso tre dei suoi uomini, aveva dato ordine di sparare nonostante le regole di ingaggio che proibiscono l'uso delle armi su civili, e aveva provocato 83 morti.

Scelta giusta, senza dubbio, vista anche la minaccia portata al capo della diplomazia, l'ambasciatore americano salvato con l'elicottero.

E subito inizia la vergognosa grancassa tra dipartimento, giornali, opinione pubblica eccetera, che lo accusano di assassinio di innocenti, insomma quelle ridicole faccende di cui sono vittime i militari chiamati a difendere le opinioni pubbliche che stanno al caldo di casa e i politicanti.

Washington, per tenersi buoni i paesi arabi alleati, è costretta a mandare sotto corte marziale l'ufficiale, che come difensore scegli il pari grado, nonchè vecchio compagno d'armi in Vietnam, il colonnello ed avvocato Hays Hodges (Tommy Lee Jones), che torna nello Yemen per raccogliere prove. Ci provo, perchè ti devo la vita, ma, ti avverto: sarà dura.

Anche perchè nel frattempo il consigliere per la sicurezza ha provveduto a distruggere una cassetta che mostra i manifestanti armati e prova di fatto l'innocenza del colonnello: meglio far ricadere la colpa dell'incidente su un ufficiale che sugli USA.

Ma alla fine giustizia è fatta.

REGOLE D'ONORE è un impetuoso ed eccitante dramma bellico-giudiziario, una storia vecchia maniera rappresentata da un regista che è una sicurezza per efficacia e capacità di racconto, senza esagerare nel "linguaggio", lo scafato William Friedkin, che ne fa un thriller ad alta tensione.

Film del tutto scorretto politicamente, con tanto spirito nazionalista (che non ci disturba nda), una contrapposizione netta tra il cinismo ipocrita dei politicanti e il coraggio disinteressato dei militari, recitato molto bene: classico conflitto giudiziario, classica amicizia virile.

Inutile dire che ai "sinceri democratici" la visione provoca il mal di pancia, come ai tempi dell'odiato John Wayne.

Magari tornasse...

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