I due marescialli

Scalitto (Calabria), 8 settembre 1943. Antonio Capurro (Totò) compie i suoi "colpi" in abito talare. Il maresciallo dei carabinieri Vittorio Cottone (Vittorio De Sica) sta finalmente per arrestarlo quando l'ennesimo bombardamento li mette ko entrambi e il mariuolo, riavutosi per primo, indossa dell'altro, lasciandogli l'abito talare e dandosela ovviamente a gambe.

Il finto maresciallo accetta di collaborare con l'isterico tenente tedesco Kessler e con l'arrogante podestà in camicia nera Pennica (Gianni Agus), mentre il sacerdote per forza si rifugia nella parrocchia di Don Nicola.

Capurro finirà deportato in Germania ma il maresciallo Cottone avrà modo di rendersi conto che il ladruncolo si è salvato. E che non ha perso né il pelo né il vizio.

Si barcamena tra satira e comedia grottesca scivolando poi nella farsa questo film diretto da un giovane Sergio Corbucci, facendosi beffe del tragico guazzabuglio, non solo ideologico, seguito all'8 settembre.
Gli interpreti sono abbastanza scatenati: l'ottimo Totò e il funzionale gigione De Sica ovviamente, che danno vita ad irresistibili duetti, formidabile coppia di grandissimi. Da segnalare anche il Gianni Agus "camerata".


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