GENERAZIONE 1000 EURO

Milano. Non è soddisfatto nè del lavoro, nè dello stipendio, il trentenne laureato in matematica Matteo (Alessandro Tiberi), che si definisce un luogo comune, impiegato, a tempo determinato, al marketing e sviluppo di un' azienda in odore di tagli al personale.
Nelle vesti di "cultore della materia" tiene lezioni sull'insostenibilità di Gödel grazie ad un vecchio professore (Paolo Villaggio) vicino alla pensione.

Divide l'appartamento in affitto con il buffo mago della playstation Francesco (Francesco Mandelli) che a sua volta, per tirare a campare, mette in pratica la sua passione per la settima arte facendo il proiezionista in un cinema d'essay e osserva la vita come se fosse un film, dando un voto alle cose.

Lasciato dalla fidanzata tirocinante (Francesca Inaudi) in attesa di asportare il suo primo pancreas, la sua già turbolenta esistenza viene ulteriormente movimentata dalla contemporanea irruzione di due seducenti ragazze: la mora e procace Beatrice (Valentina Lodovini), nuova coinquilina dopo l'uscita improvvisa di Alessio, supplente di lettere ( quindi anche lei precaria), e la bionda e sorridente Angelica (Carolina Crescentini), incontrata nella pausa fuma sul tetto della ditta, a cui racconta la sua convinzione che non gli rinnovino il contratto.

Scoprirà che è un pezzo grosso (vice direttrice marketing) e, forse, la donna della sua vita.

O è meglio la bella insegnante? Insomma passione o ragione?

GENERAZIONE MILLE EURO è una piacevole commedia sentimentale sui precari scritta e diretta dallo spiritoso Massimo Venier. Niente a che vedere con la feroce e grottesca satira nera di "Tutta la vita davanti" di Paolo Virzì: qui il dramma degli impiegatini a tempo determinato, della generazione mille euro è vissuto con un sorriso, saltabeccando di continuo tra i crucci del cuore e quelli dell'instabilità professionale.

Bravi ed intonati i protagonisti, divertenti e azzeccate le battute, plausibile la storia, attraversata con sguardo partecipe ma leggero, che grazia ad una trama articolata e godibile su più fronti offre agli interpreti lo spazio per caratterizzare i loro personaggi e renderli verosimili,traducendo e piegando la realtà a favore dell'impianto narrativo.

Nell'utilizzare la matematica e i personaggi secondari come valore aggiunto, Venier trova una formula fatta di piccoli dettagli, di battute e puntuali osservazioni ("Questa è l'unica epoca dell'umanità in cui le persone tornano in Molise") capaci di divertire e allo stesso tempo descrivere l'attuale panorama italiano avvolto dall'incertezza del futuro professionale e sentimentale dei giovani.

Dimostrandosi ancora una volta capace di dirigere un cast variopinto rosa di attori (dall'ineccepibile Alessandro Tiberi al commovente professore di Paolo Villaggio), il regista regala a ognuno un momento da fissare.

Fino al lieto fine: la realizzazione del sogno. Con tutta la vita davanti.

Per goderselo.

Nessun commento: