48 ORE

San Francisco. In un campo lavoro di una prigione californiana, il detenuto Ganz (James Remar), uno psicopatico che fa collezione di poliziotti, di solito morti, riesce a evadere grazie all'intervento di un complice, un imperturbabile pellerossa.

In fuga verso la città, i due si lasciano alla spalle i cadaveri di alcune guardie e di un vecchio socio, prima di minacciare un membro della loro banda e sequestrarne la compagna per cercare di recuperare il mezzo milione di dollari di un vecchio colpo.
Nel tragitto, la polizia incrocia per caso il loro percorso nelle stanze di un piccolo albergo della periferia e ne nasce una sparatoria.
Fra i piedipiatti c'è l'agente solista Jack Cates (Nick Nolte), detective giustiziere nonché bevitore e fumatore compulsivo, che, per un'esitazione di troppo, causa la morte di un agente e la fuga dei due rapinatori.

Se non lo riacciuffi entro quarantt'ore, ti metto a dirigere il traffico. IL tono del capo non consente repliche, così l'agente si precipita all'inseguimento.
Ma ormai screditato e colpevolizzato dall'intero dipartimento, c'è solo un uomo che può aiutarlo nella caccia: il nero Reggie Hammond (Eddiee Murphy), ex complice del ricercato, con cui è in urto per il malloppo conteso.
Peccato che il delinquentello chiacchierone stia scontando tre anni per rapina.

Niente paura, quarantotto ore di libertà sulla parola ed ecco servita la più bizzarra coppia di piedipiatti mai apparsa sugli schermi.

48 ORE è un poliziesco frenetico e spiritoso, violento e poco oxfordiano, che grazie alla svelta regia di Walter Hill corre a mille all'ora sui saliscendi di Frisco, arrivando ad accostare le antitesi per riuscire a coniugare suspance e buffoneria, grazie ad una coppia d'azione in cui le differenze caratteriali e le personalità in conflitto costituiscano quel motore dialettico necessario alla violenza richiesta dal poliziesco moderno.

La storia dei due banditi dissimili, il bianco folle e il pellerossa imperturbabile, è solo la cornice che introduce e anticipa la riottosa collaborazione fra il bianco, il poliziotto scomposto e brusco, e il nero, il ladro petulante ed effervescente.

In questo confronto fra due giustizieri della notte (o meglio, di due lunghe notti), il volto granitico e scontroso di Nick Nolte riesce a comunicare un'impressione diversa a ogni sorso di whisky o boccata di sigaretta, ma è l'esperienza da commediante del giovanissimo (all'epoca debuttante) Eddie Murphy, che spara battute a raffica (nove su dieci vietate ai minori), a permettergli di sfruttare maggiormente l'estro e l'elasticità del suo personaggio.

Ad ogni modo, è comunque l'insieme della coppia a risultare essenziale rispetto alla somma delle due singolarità. L'efficacia del risultato la si legge riportando alla mente tutti quegli esempi successivi con cui Hollywood ha incrociato poliziesco e buddy movie.

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