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MARS ATTACK!

Washington. Il pavido Presidente degli Stati Uniti James Dale (Jack Nicholson) si gratta perplesso la pelata, indeciso sul da farsi. Bisogna capirlo: a bordo di migliaia di dischi volanti i marziani hanno deciso di atterrare sul pianeta Terra.
Tratto o non tratto con questi ospiti inaspettati?
Forse invitando i loro capi a cena potrei salvare il pianeta, e così spinge la petulante first lady Marsha (Glenn Close) a preparare un'abbuffata coi fiocchi.

Intorno a lui gli esperti si dividono in ottimisti e pessimisti. Infatti mentre il generale guerrafondaio Decker (Rod Steiger) preme per l'attacco, lo scienziato progressista Donald Kessler (Pierce Brosnan) lo smentisce: macchè, quei nanerottoli verdastri non sono pericolosi.

Le ultime parole famose: il primo contatto con l'equipaggio di una nave spaziale dimostra che hanno ragione i secondi poichè i marziani sparano.

Per fortuna nel deserto del Nevada un'arzilla nonna scopre per caso l'arma acustica che annienta gli invasori: melodie Country & Western ad alto volume.

Esilarante, folle commedia grottesca del geniale, immaginifico e faziosissimo ultrà democratico Tim Burton, ispirata alla serie omonima di figurine della Topps Chewing Gum Company, uscite nel 1962, e costata settanta milioni di dollari.
Film impertinente, burlevole, caustico e politicamente scorretto che sbeffeggia e dileggia tutto e tutti, per primo contro i militari e le smanie, facendosi beffe di parole sacre, soprattutto per gli americani, come onore e patriottismo.

Costruito a capitoletti brevi per tener dietro al folto stuolo di personaggi, esageratamente sopra le righe (10 star almeno in un cast di 69 attori, tra cui, oltre quelli già nominati, Danny De Vito, Michael J.Fox, Sarah Jessica Parker e Annette Bening), infila una lunga catena di gag, invenzioni iperboliche, trovate oniriche, mostruosità bizzarre, quadretti umoristici che durano come la fiamma di uno zolfanello in una struttura narrativa ridondante.

1 commento:

Gegio ha detto...

Mi farò odiare, ma questo è per me il miglior film di Burton.