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I FICHISSIMI

Milano, periferia della grande città. Romeo (Jerry Calà), posteggiatore meneghino purosangue, e il trasportatore di verdure Felice (Diego Abatantuono), immigrato pugliese ma ormai "integrato" e conquistato dalla vita del Nord, si odiano a vicenda e, piccoli ras di due bande rivali, cercano ogni pretesto per scontrarsi.

Il caso vuole che di li a poco Romeo si innamori della vezzosa Giulietta (Simona Mariani), ignorando che è la sorella del rivale. Quando lo scopre, per i due giovani amarsi diventa un inferno.

Felice li perseguita e cerca di mettergli letteralmente i bastoni tra le ruote in ogni modo, tanto da farlo andare fuori strada e costringerlo a una rapina al banco dei pegni per poter pagare i vistosi danni procurati con l'Ape.

Intanto, mentre il suo ganzo è in carcere, la disinvolta fanciulla corre all'altare con un altro.

I FICHISSIMI è una gustosa commedia di costume del giovane (all'epoca) figlio d'arte Carlo Vanzina, una serie di complicazioni amorose sul modello dichiarato di Giulietta e Romeo, con l'aggiunta di West Side Story di lana non proprio così grossa come farebbe intendere il titolo non proprio oxfordiano.

Confezionato per il pubblico popolare giovanile, è un miscuglio furbetto: imitazione dei modelli americani, rock, antagonismo Nord-Sud, parlata dialettal-giovanil-cabarettistica.

È il film che lancia definitivamente l'Abatantuono prima maniera, l'emergente terrunciello davvero buffo nei suoi azzeccati sproloqui in pugliese maccheronico. Un Diego trionfante, che dilaga in ogni scena, scaricando le sue più grandi battute, e oscurando il resto del cast, che pure anche nei comprimari ha qualcosa da offire. Come Jerry Calà, che ha meno talento, ma una pari carica di simpatia.

Cinema un po' facilone? Sì. Umorismo di grana non eccelsa? Non c'è dubbio. Humour pre-televisivo? In effetti. E con ciò?



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