RESIDENT EVIL

Chissadove, in un futuro non troppo lontano. Si chiama "l’Alveare" ed è uno sterminato laboratorio segreto sotterraneo, proprietà di una potente ed oscura multinazionale, la Umbrella corporation. Centinaia di scienziati, impiegati e addetti alle macchine vivono e lavorano su progetti top secret. Ma anche in un complesso governato dalle più sofisticate tecnologie non tutto fila liscio come dovrebbe: una fiala si rompe e un virus letale si propaga per l’Alveare attraverso l’impianto di aerazione.

Un esperimento sfuggito di mano? Un sabotaggio?

Una squadra di soccorso penetra nell’Alveare affiancata dagli agenti speciali Alice (Milla Jovovich) e Spence (James Purefoy).

E l’incubo ha inizio. A governare il laboratorio è un supercomputer chiamato Regina Rossa che, seguendo la procedura da usare in caso di allerme, ha sigillato l’intero complesso, con l'intenzione di sterminare tutti quelli che si trovano rinchiusi dentro. Ma se l’agente speciale Alice, aiutata anche dalla collega Rain (Michelle Rodriguez), riesce a mettere a posto la macchina, si accorge ben presto di un terribile pericolo: il virus ha trasformato scienziati e tecnici rinchiusi dentri in mostri, una sanguinosa battaglia dovrà essere combattuta per evitare che il virus arrivi a minacciare la Terra.

RESIDENT EVIL, ispirato all’omonimo videogioco di ambientazione horror, ormai un cult del genere, e diretto da Paul W. S. Anderson, ricco di strepitosi effetti speciali, frenetici duelli, è un mix vincente di orrore, tensione, azione e intelligenza. E l’abilità è consistita nello scegliere la strada più difficile: non tanto quella della tecnologia a colpi di scene mirabolanti, quanto la strada della tensione sul filo di un’originalità capace di evitare in ogni situazione il rischio del «già visto».

Non un semplice horror quindi, ma un film d’azione adrenalinico, capace di tenere viva l’attenzione dalla prima all’ultima scena. Brava nonché bellissima e tostissima Milla Jovovich.




Da segnalare che il primo regista interpellato dai produttori del film era stato George A. Romero, il maestro del genere.


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