ORIGINAL SIN

Santiago di Cuba, fine Ottocento. L'esuberante Luis Vargas (Antonio Banderas), proprietario con altri di un'avviata piantagione di caffé, ha deciso di sposarsi con un'americana e si reca al porto per accogliere a braccia spalancate la timida Julia Russell (Angelina Jolie), conosciuta per corrispondenza, e giunta dal Delaware per sposarlo.

Non m'importa se la foto che mi hai mandato non è la tua, io ti amo già, risponde deciso il ricco proprietario terriero alla donna quando gli rivela di avergli spedito una fotografia falsa. Si celebra il matrimonio lampo e i due, dopo qualche giorno di attesa, vengono travolti dalla reciproca passione.
Passione tanto travolgente che il maritino concede alla signora libero accesso ai suoi conti bancari.

Anche se non capisce perchè la fresca mogliettina tardi a rispondere alle lettere della sorella Emily, tanto ansiosa da inviare sull'isola il detective Walter Downs (Thomas Jane).

E dopo troppi inspiegabili misteri scatta la trappola. Doppio finale.

Pruriginoso giallo in costume questo ORIGINAL SIGN , ricco di colpi di scena ma povero di reale suspense, del regista Michael Cristofer, incline alla pornografia sentimentale e sceneggiatore che preferisce l'illustrazione alla reinvenzione.


In definitiva ne ricava una soap opera tropicale che tracima di perversioni da teleschermo e di roventi congressi carnali (di rigore quello in piedi) tra i due divi protagonisti, con i labbroni tumidi e le tette volentieri sfoderate di Angelina Jolie che fanno artigianale pendant con le vampate di rabbia dell'agitato macho Antonio Banderas in una recitazione filodrammatica sopra le righe.

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