ORCHIDEA SELVAGGIA

Rio de Janeiro. Per concludere un contratto, la compravendita di un albergo fatiscente, l'affascinante manager di una società americana, la superintegrata Claudia (Jacqueline Bisset) si fa accompagnare dall'ultrasexy (di strepitosa anatomia) Emily (Carrè Otis), neolaureata in diritto internazionale.


Le due belle donne d'affari, in una terra di esotici erotismi, sono immediatamente abbordate dal ricchissimo James (Mickey Rourke), seduttore con abbronzatura d'ordinanza, orecchino d'oro e faccia da schiaffi, che si "lavora" da prima la più giovane e, dopo averla rosolata a fuoco lento, la butta tra le braccia di un certo Jerome (Bruce Greenwood). Tanto a lui basta guardare.

Salvo avere un ritorno di fiamma e riaccendere gli ardori sopiti dopo aver respinto Claudia e aver toccato con mano l'amore disinteressato di Emily, sottoposta in loco a molteplici tentazioni della carne.

Fumetto abbastanza sciocco scritto e diretto dallo stesso sceneggiatore di Nove settimane e ½, tale Zalman King, messosi dietro la macchina da presa per tentare il bis al colpaccio di qualche anno prima..

La fatica può essere classificata, secondo i gusti, come un porno soft passabilmente idiota o come una macchina erotica la cui benzina è fornita dal folclore brasiliano.




Erotismo all'acqua di rose farà arrabbiare i cultori del Tinto nazionale (Brass) e annoierà tutti gli altri, tra splendidi immagini di un Brasile da dépliant turistico che si muove a tempo di musica.
Le varie edizioni del film variano di lunghezza secondo gli usi censori locali.
Mickey Rourke no: sembrerà poco pulito in tutte le versioni.

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