FANTOZZI SUBISCE ANCORA

Il troppo mite e perennemente succube Fantozzi rag. Ugo (Paolo Villaggio) è l'unico impiegato di concetto presente all'ispezione del severissimo direttore (Ugo Bologna) della megaditta.
Eppure correndo per le scale, cambiando parrucca e muovendo una serie di marchingegni meccanici, riesce a far credere al superiore che tutti gli sfrontati assenteisti, degni di un ufficio pubblico italiota, siano al lavoro.

Dopo che una movimentata riunione di condominio gli semidistrugge l'appartamento, riceve una notizia catastrofica: la mostruosa figlia Mariangela (Plinio Fernando), sedotta e abbandonata, è incinta.

Neanche il tempo di riprendersi ed eccolo costretto a partecipare alle massacranti olimpiadi aziendali, a metà strada tra lo sport e la fossa dei leoni. Che figuraccia, proprio davanti agli occhi dell'ambitissima signorina Silvani (Anna Mazzamauro).

Altre umilianti imprese del travet più sfigato del pianeta, che al 4° capitolo delle disavventure fantozziane, comincia ad avere il fiato corto, malgrado il frenetico prodigarsi del superlativo Paolo Villaggio e un primo quarto d'ora (le divertenti disavventure in ufficio) da cineteca.

Da dimenticare il tracollo nel patetico e malriuscito tentativo di satira politica.

Seguito da Superfantozzi.

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