SUPERMAN III

Metropolis. Il prepotente e avarissimo re del caffè Ross Webster (Robert Vaughn), appollaiato su uno chalet in cima a un grattacielo, ha un programmino semplice semplice: architetta la dominazione totale sulla Terra.

Ingaggia così il nero disoccupato cronico Gus Gorman (Richard Pryor) e gli ordina di riprodurre in laboratorio la kryptonite, l'unica sostanza che possa distruggere il suo grande nemico, l'uomo d'acciaio che viene da Krypton, Superman (Christopher Reeve).

Il distratto incaricato sbaglia però le dosi e il mitico supereroe, anzichè passare all'altro mondo, diventa un altro, combinando guai in quantità industriale: si ubriaca, raddrizza la Torre di Pisa con grande incazzatura dei turisti e rischia di mandare a monte le Olimpiadi spegnendo la fiamma perenne.

Fortunatamente il malessere è passeggero.

Terza, ma purtroppo per noi penultima avventura del supereroe in tutina azzurra optical design, che sfreccia nei cieli, in modo spettacolare ma con il sapore del già visto.

SUPERMAN III è un film diverso (e inferiore) dai precedenti dove le trovate buffe non mancano, rischiando però la parodia eccessiva, con l'invadente clown Richard Pryor, l'avversario non cattivo, che ruba il ruolo del protagonista al poco espressivo Christopher Reeve.

Incasso al botteghino in USA: 37 milioni di dollari.

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