PROGRAMMATO PER UCCIDERE

steven seagal
Chicago. Il grosso agente speciale della Squadra Narcotici John Hatcher (Steven Seagal), dopo una recente e pericolosa missione, nella quale è morto il suo migliore amico, è entrato in crisi, tanto da gettare alle ortiche il distintivo.

Presto lo assillano i dubbi: in città, e nello specifico proprio nel quartiere dove vive, il boss giamaicano Screwface (Basil Wallace), chiamato, dai suoi violenti scagnozzi treccioluti, "maestro", ha messo su un commercio all'ingrosso di crack, l'ultimo grido in fatto di droghe sintetiche e non.

Questo capo carismatico, dedito al riti dell'Aba Qua, una sorta di vudu caraibico, che dovrebbe dargli poteri magici, è uno spietato criminale che elimina in modo crudele sia i tutori della legge che i rivali in affari.

E appena l'adorata nipotina Tracy viene ferita in un attentato, mandandola in coma, il furibondo bersaglio mancato si rimette la divisa e lucida i pugni, spezzando gambe o braccia con le arti marziali.

Si salvino quei pochi che riescono a mettersi fuori dal suo terribile tiro. Cosa che non riesce al "maestro", malgrado i suoi giochi di prestigio.

Dopo il successo di "Nico", Steven Seagal, impalato marcantonio con codino o senza, mostra ancora una volta la sua bravura nelle arti marziali, nelle sparatorie e negli scazzottamenti, in un poliziesco truce e confuso, rimpinzato di cadaveri e percosso da musiche assordanti e dure.

PROGRAMMATO PER UCCIDERE sembra aggrapparsi con almeno vent'anni di ritardo al treno dei giustizieri solitari e i cattivi questa volta sono giamaicani addirittura dediti alla magia nera. Che non basta contro Steven Seagal, anche se privo di espressioni secondarie.

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