POMODORI VERDI FRITTI (alla fermata del treno)

Alabama. L'infelice quarantenne, sovrappeso e depressa, Evelyn (Kathy Bates) fa immediata amicizia durante una visita all'ospizio con la vivace ottantenne Ninny (Jessica Tandy), anziana ma dallo spirito di ragazzina.

Manco la conoscesse da sempre, la vecchietta racconta all'estasiata signora di mezza età l'antica storia dell'amicizia tra la fiera Idgy (Mary Stuart Masterson) e la dolce Ruth (Mary Louise Parker) e le drammatiche peripezie che le portarono le due ragazze ribelli a gestire insieme, negli anni Trenta, il "Whistle Stop Café" alla fermata di un treno che non c'è più, un locale davvero anticonformista: le specialità locale ( tra cui i pomodori verdi fritti del titolo) erano serviti perfino ai negri, con la G ben marcata, come si usava allora.

Gioie, dolori e lutti, ma quella, cara mia, si che era vita.

Stimolata dai racconti, Evelyn cambia vita e si porta a casa la recente "vecchia" amica.

POMODORI VERDI FRITTI (alla fermata del treno) è una piacevole ed intelligente commedia, una storia del profondo sud tutta al femminile (tutte bravissime, con il tandem più giovane con maggior spazio), tratta dal romanzo omonimo di Fannie Flagg (candidato al Pulitzer 1987), cosparsa più di pepe che di miele, che parla con voce ora commossa ora divertita della tenera complicità tra due eroine di un'America razzista e maschilista ormai scomparsa (???) e di un'amicizia intergenerazionale.

Fu il film di esordio del regista Jon Avnet, costato poco più di 10 milioni di dollari, ne ha incassati più di 65 solo nel mercato USA.

Il film avvince e funziona grazie al potere evocativo della memoria, alla ricerca del tempo perduto e al fascino verbale della terza età.

Nomination agli Oscar per le due signore già decorate, la gran vegliarda Jessica Tandy di "A spasso con Daisy" e la pericolosa psicopatica (e tanto altro nda) Kathy Bates di "Misery non deve morire".

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