EYES WIDE SHUT

New York. Si strusciano e titillano sul letto il medico di successo Bill Harford (Tom Cruise) e la bionda moglie Alice (Nicole Kidman). Poi, ripensando alla festa della sera prima dal ricco Victor Ziegler (Sidney Pollack), dove entrambi hanno e si sono lasciati sfacciatamente corteggiare, lei rievoca antiche immagini lussuriose (l’attrazione irresistibile per un ufficiale) e lui, per quanto sembra sorriderne, si rode dalla gelosia. La rivelazione lavora sulla sua coscienza e nei suoi incubi.
Immagina la moglie in atti sessuali con l’ufficiale.

Ad ingrossare il turbamento giunge l’inattesa dichiarazione d’amore di una paziente e l’incontro, subito interrotto, durante una passeggiata notturna con una squillo, ed infine, ritrova l’amico pianista Nick.

Dopo avergli strappato un indirizzo proibito, si presenta con maschera e mantello ad un castello per viziosi vip, dove belle ragazze per niente vestite si accoppiano, in ogni modo, agli ospiti in incognito (dal mantello spunta solo il…necessario).

Insomma, orgie a gò-gò.




E l’incubo raddoppia a casa.

EYES WIDE SHUT è il morboso, attesissimo (all’epoca), dramma giallo-erotico dell’eclettico regista Stanley Kubrick, mai così licenzioso, che dirige quello che fu il suo ultimo film, quello che chiuse tre parabole: ricerca, carriera e vita.

Dopo tanto rigoroso, totale, maniacale e mistico impegno, affrontando (e risolvendo con la sua visione) questo e quel tema della vita e del cinema, qui viaggia tra fantasie (sessuali) e realtà. Il regista si ispira a un racconto di Arthur Schnitzler, Doppio sogno, ambientato nella Vienna degli anni venti, e traspone la vicenda nella New York dei giorni nostri.

Alta borghesia, alto censo, belle case, bella gente, ma il sesso in primo piano. La manifestazione del desiderio sessuale in tutte le sue dimensioni (onirica e reale), senza tuttavia che esso venga soddisfatto.
Perché il sesso è una cosa seria e misteriosa, dolorosa e, soprattutto (ed ecco Kubrick) pensata. Il sesso è di certo a lungo e fortemente rappresentato, ma Kubrick si è abbondantemente guadagnato la franchigia di artista, dunque lo stile tutto soccorre.



Il resto è ormai cronaca-leggenda: i quasi tre anni di lavorazione, certi attori assunti poi protestati, come Keytel e Malcovich, e le crisi matrimoniali-sessuali di alcuni protagonisti, a cominciare dalla coppia regina Tom-Nicole, i due soavi protagonisti. Che sparano idiozie, tubano, litigano e si raccontano le proprie ossessioni da porcelli.

Certo Nicole Kidman, nuda tra i titoli di testa, vale, comunque la si pensi sul film, sicuramente la visione.



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