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SINDROME CINESE

California. La tosta e piacente cronista tv Kimberly Wells (Jane Fonda) e il suo fido cameraman Richard Adams (Michael Douglas), durante un servizio di routine, sono testimoni oculari di un guasto tecnico e relativo scoppio nella (immaginaria) centrale atomica di Ventana che crea una tremarella pazzesca agli addetti ai lavori (potrebbe provocare un'esplosione nucleare).

Lo svelto giovanotto, fiutata l'occasione propizia, ha fatto di soppiatto qualche ripresa, ma il timoroso direttore della rete blocca la messa in onda: non voglio grane, soprattutto giudiziarie.

Le autorità vorrebbero, come da prassi ed immaginario "sinceramente democratico", insabbiare la notizia, ma un ingegnere coraggioso, il responsabile tecnico dell'impianto, Jack Godell (Jack Lemmon), colpito da improvviso pentimento, denuncia le carenze dei sistemi di sicurezza: è stata evitata per un pelo un'anteprima di Chernobyl.

Meglio farlo tacere. Per sempre, ovviamente.

SINDROME CINESE (The China Syndrome) è un robusto ed avvincente film di denuncia, costruito come un giallo, con messaggio antinucleare incorporato, scritto dal regista James Bridges e prodotto da Michael Douglas, che si scaglia contro i bavagli alla libera informazione, imposti da chi con il pretesto del progresso pensa solo ad arricchirsi. Di soldi, oltre che di uranio (il titolo allude al versamento di uranio, che può bucare la terra da parte a parte).

Negli Stati Uniti il film uscì in concomitanza con il vero incidente nella centrale di Three Miles Island presso Harrisburg (Pennsylvania) e da più parti (nordamericane) fu accusato di isteria, allarmismo, ma che si rivelò più realistico e profetico del previsto.

Anche se sarebbe auspicabile non tanto un radicale rifiuto dell’atomo, ma quanto un controllo da parte dell’opinione pubblica che scavalchi gli interessi (grossi) in gioco delle onnivore (di utili) compagnie.

Una strizzata d'occhio agli antinuclearisti e una sberla agli industriali (fascisti, ovvio, ca va sans dire): che cosa poteva desiderare di più l'allora, peraltro bravissima e bellissima, comunista Jane Fonda?

Un premio a Cannes per Jack Lemmon.

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