Il Tintoretto delle luci rosse innamorato del "didietro": Tinto Brass

Nato da una severa famiglia di origine giuliana e nipote del pittore Italico Brass, Tinto Brass, il regista più erotico d'Italia, si trasferì giovanissimo a Venezia.
Nel 1957 si laureò in giurisprudenza a Padova.

Appassionato di cinema più che di giurisprudenza, sul finire degli anni cinquanta trascorse un biennio come archivista alla "Cinémathèque" di Parigi, avvicinandosi agli ambienti della nascente nouvelle vague.

Già assistente di maestri del cinema del calibro di Roberto Rossellini, inalò i fumi del '68 ed esordì nella regia con "In capo al mondo" (1963), anarchico apologo sul disagio giovanile.

Deciso ad abbandonare il cinema "serio" per dedicarsi alla commedia erotica all'italiana, nel 1983 Brass gira LA CHIAVE e da quel momento si specializza nel cinema erotico.

Puntualmente accompagnati da un alone di scandalo escono infatti MIRANDA, CAPRICCIO, PAPRIKA.

Le piccanti discussioni e le roventi polemiche che i suoi lungometraggi suscitano contribuiranno a rendere famose le sue attrici protagoniste.
Più recentemente però la ripetività di schemi e situazioni pare aver progressivamente affievolito l'interesse e la curiosità che il pubblico aveva nei confronti delle sue opere.

Dopo COSI' FAN TUTTE del 1992, che rese celebre Claudia Koll (nuda ed infedele era perfetta), Brass sforna altri titoli sullo stesso filone, da "Monella" a FALLO!.

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