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I SOLITI SOSPETTI

San Pedro (California). Nel terribile rogo della nave esplosa nel porto muoiono in ventisette. Si salva solo il pregiudicato zoppo Verbal Kint (Kevin Spacey), che spiega allo spazientito tenente David Kujan (Chazz Palmentieri).: è cominciato tutto un mese e passa fa a New York.

Mi trovavo in un commissariato per un confronto all’americana: con me c’erano l’ex piedipiatti Dean Keaton (Gabriel Byrne), i soci in rapine Fenster (Benicio Del Toro) e McManus (Stephen Baldwin) e l’esperto di esplosivi Todd Hockney (Kevin Pollack). E se chiudi cinque malfattori in una stanza cosa accade?

Ma è ovvio! Si mettono d’accordo per un colpo grosso, nello specifico quasi cento milioni di dollari di coca.

Macchè, era solamente una trappola visto che si accorgono di essere manipolati a distanza da Kayser Söze, potente genio del crimine che nessuno ha mai visto.

Complesso, contorno , con inganni a ripetizione, voce narrante fuori campo, flashback, perfino immagini menzognere, ma affascinante ed avvincente poliziesco del regista genialoide Bryan Singer, abilissimo nel manovrare la macchina da presa, ma ancor di più nel mescolare le carte in tavola in una storia carica di suspense, colpi di scena e zone buie.

Fino al finale scioglimento dell’enigma con due colpi di scena.

I SOLITI SOSPETTI  racchiude gli elementi del thriller e del noir, ha la mala, ha gli sbirri, c’è la droga, c’è l’avvocato con la faccia inespressiva che difende il ricco e misterioso cliente, c’è un manovratore (Kaiser Soze) e i manovrati, i soliti sospetti che vengono convocati puntualmente ad ogni violazione anonima di legge al commissariato per essere torchiati dai ferocissimi agenti della polizia metropolitana. Quando un commissiario non sa a chi dare la colpa di un crimine, beh, si fa portare i soliti “sfigati” in questura per l’interrogatorio di rito.

Nella pellicola è titanica la figura di Spacey ma anche quella dell’avvocato Kobayashi (Pete Postlethwaite) , abile doppiogiochista e scaltro truffatore dell’intero gruppo di ladri, che viene utilizzato per realizzare il colpo grosso con l’illusione del proprio arricchimento, ma che alla fine non fa che arricchire il solo personaggio che nell’ombra muove i fili. La convocazione in commissariato, all’inizio del film, è solo un pretesto per mettere insieme, in maniera apparentemente casuale, il gruppo di lavoro ed è architettata da quel genio del male che sta preparando il colpo. Tutti, in questo film, vengono manovrati da Kaiser Soze: polizia, criminali, spacciatori, killers. Già, ma chi diavolo è Kaiser Soze? Esiste o è solo un nome fittizio?

Recitazione di squadra con Kevin Spacey claudicante , che prese l’Oscar come miglior attore non protagonista con Christopher McQuarrie per la sceneggiatura, come suddetto, sopra tutti.

3 commenti:

Gegio ha detto...

C'era mio fratello con me mentre lo guardavo la prima volta: io continuavo a dirmi che poteva essere il miglior noir dell'anno e lui si addormenta; dopo il finale, quando my bros si sveglia e dice "ah, è lui il colpevole", io ho ripreso in mano il film, dall'inizio alla fine, senza poter notare nemmeno una sbavatura.
Eccezionale...

Ti consiglio di recuperare Le vie della violenza, dello stesso sceneggiatore.

SOLO FILM ha detto...

Grazie per il passaggio e il prezioso consiglio (da esperto ed apprezzato cinefilo).

Gegio ha detto...

Non c'è il fattore sorpresa nel film che ti faccio recuperare, ma è valido allo stesso modo.
Grazie di essere passato.