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IL PATRIOTA

Carolina del sud, 1780. Il valoroso e schivo capitano Benjamin Martin (MelGibson), ormai solo proprietario terriero, vedovo con sette figli sul groppone, tuona no alla guerra d'indipendenza contro l'odiata Londra, convinto a restarne fuori per salvaguardare gli affetti.

Ma il primogenito Gabriel lo sfida, come sanno fare i figli con i padri: io mi arruolo.

Quando il sadico colonnello inglese William Tarrington (Jason Isaacs) gli uccide il figlio Thomas e gli fa prigioniero il milite con il programmino di impiccarlo, allora la cosa cambia.

Papà imbraccia il fucile e va all'assalto del folto (e malcapitato) drappello con i piccoli Nathan e Samuel.

Tremendo!

E' stato uno spettro a decimarci, riferisce tremando l'unico, atterrito e bianco come un cadavere, superstite britannico.

Così, visto che ormai è in gioco e che è ufficialmente una leggenda vivente, riceve una missione impossibile: arginare le odiate giubbe rosse del generale Lord Cornwallis.

A capo di un gruppo di volontari, bifolchi e schiavi soprattutto, affianca l'esercito regolare e, tra guerriglia e battaglie in campo aperto, passa di vittoria in vittoria.
Avvincente, pur se eccessivamente enfatico, drammone in costume dello specialista Roland Emmerich, perfettamente a suo agio nel dare fiato alle trombe della retorica.

Dopo l'avvio pregno di azione, patria e famiglia (e questo ci è gradito) il film è zavorrato da tutti i possibili luoghi comuni dell'azione e non: c'è il nero che ragiona di un mondo nuovo (il classico esempio di rileggere la storia con le conoscenze odierne), c'è la bambina che non parlava e che miracolosamente parlerà, c'è il colonnello inglese cattivissimo che assume tutto l'odio di Ben (e dello spettatore) per un adeguato, liberatorio lieto fine nella sua fine.

A proposito di questo nelle due ore e mezza di piacevoli ed aspri combattimenti, l'onore e il patriottismo a senso unico fanno fare agli inglesi la figura solitamente riservata da Hollywood a nazisti, pellerossa ed arabi: crudeli e fessi. Più fessi, per la verità.

Malgrado l'eccesso di spettacolo e quanto suddetto, però il film è gradevole.

E va sempre guardato con simpatia il tentativo di raccontare l'avventura in maniera epica.


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