TOTO' TRUFFA 62

I due lestofanti Antonio (Totò) e Felice (Nino Taranto) vivono di piccole truffe mettendo a frutto l’arte di trasformisti imparata nell’avanspettacolo.

Il commissario Armando Malvasia (Ernesto Calindri), ex compagno di scuola di Antonio, gli dà la caccia da tempo senza riuscire a coglierli in flagranza di reato.

L’aiuto involontario arriva proprio dalla graziosa figlia di Antonio, Diana (Estelle Blain), che va a innamorarsi proprio del figlio del commissario, Franco (Geronimo Meynier).

La dolce ragazza, tenuta nella bambagia in un costoso ed esclusivo collegio svizzero, scoprirà con comprensibile sgomento che il papà non è l’ambasciatore che credeva, ma i due padri fanno pace.

TOTO'TRUFFA 62 è una spassosa farsa tratta da una sceneggiatura di Castellano&Pipolo e diretta dal regista Camillo Mastrocinque che poggia per intero sulle robuste e capaci spalle del trio Totò-Taranto-Calindri. Più che di un film si può parlare di una catena di sketch che consentono ai due compari di scatenarsi in esuberanti gag, dialoghi divertenti, spassosi personaggi.

Tra le scenette più gustose, oltre ai numerosi ed esilaranti travestimenti, una è sicuramente passata alla storia cinematografica.

Quale? La notissima scena nella quale Totò vende la Fontana di Trevi al credulone italo americano Decio Cavallo, prontamente ribattezzato da Totò Caciocavallo.

Primo dei sei film di Totò con Taranto, la sua “spalla più umile che in privato non riuscì mai a dargli del tu”.

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