RAMBO III

Rambo III
Thailandia. L'ex soldato d'acciaio John Rambo (Sylvester Stallone) si è ritirato in un monastero buddista in cerca della pace spirituale.

Il suo coraggioso e antico comandante, il paterno colonello Trautman (Richard Crenna), si spinge dove osano le aquile per portarlo in Afghanistan: i patrioti hanno più che mai bisogno del tuo aiuto sul teatro di guerra.

Il soldato, non certo per viltà che il soldato di nemici ne ammazza a pacchetti da dieci, tentenna: ho chiuso con le guerre.

Ma appena apprende che il suo ex colonnello è stato catturato dai sovietici, si mette un carro armato a tracolla e parte.
Con l'aiuto di alcuni ribelli va a liberarlo.

Scritto da Stallone e diretto da Peter MacDonald, RAMBO III è un fumettone bellico assordante e frenetico che ha lo stile di uno spot pubblicitario per una fabbrica di esplosivi e, contemporaneamente, batte ogni record di morti cinematografiche.

Costò alla Columbia Tristar 63 milioni di dollari di cui 14 per Stallone, ormai elevato al rango di Superman capellone con canottiera dark, catenina portafortuna, coltellaccio extra large e bicipiti gonfi mentre spara un numero impressionante di colpi al secondo, ammazzando più russi di Baffone Stalin.
Impresa quasi impossibile.

Girato in Israele, Thailandia e nei deserti del Colorado, uscì goffamente nelle sale quando Mosca aveva già ritirato le truppe da Kabul, senza avvisare il Tg3 (Bianca Berlinguer sarebbe stata contraria).

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