GODSEND - IL MALE E' RINATO

Canada. Sono felici i coniugi Duncan, il prof di biologia Paul (Greg Kinnear) e la fotografa Jessie (Rebecca Romijn-Stamos) con il piccolo Adam (Cameron Bright).
Fino ad un giorno, un brutto giorno, subito dopo l'ottavo compleanno, il bambino è ucciso da una auto che invade il marciapiede.

Io posso farlo rinascere, mormora al cimitero il mellifluo dottor Richard Wells (Robert De Niro), un luminare delle fecondazioni in vitro.

La sconvolta signora convince il riluttante marito e dopo un trapianto di cellule, ecco venire alla luce il perfetto clone del defunto.

Tutto bene fino agli otto anni, poi l'ignaro ragazzino inizia ad avere ricorrenti incubi e a manifestare una certa aggressività e cattiveria.

Il suo creatore avverte: siamo in un campo sconosciuto anche per me.

GODSEND - IL MALE E' RINATO è un appena passabile mix di thriller e horror, accurato nella confezione ma con l'impudenza di mescolare la bioetica con le macchinazioni di Lucifero.
In verità il tema della clonazione è stato spesso affrontato dal cinema americano recente, con una accentuata predisposizione agli aspetti "fantascientifici" dello stesso, più che agli aspetti etico-scientifici.

Invece, per dirla tutta, "Godsend" preferisce un approccio meno spettacolare e più sofisticato, scegliendo come chiave di volta dell'intera storia, il patto faustiano tra una coppia che ha perso un figlio a causa di un incidente ed uno scienziato pazzo (o forse no?).

Nel calderone un Robert De Niro con il motore al minimo dei giri ma che rimane comunque credibile e Rebecca Romijin Stamos è sempre troppo bella per un qualsiasi ruolo che non sia quello di Femme Fatale.

Dirige il tutto Nick Hamm che ha il torto di calibrare male la quantità di suspance da offrire allo spettatore, sballottando quest'ultimo tra momenti realmente tesi e nervosi ed altri eccessivamente lenti, diluiti e, francamente, noiosi.

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