AFFARI SPORCHI

Los Angeles. Ha l'arroganza e l'influenza di un boss, il sottufficiale della narcotici Dennis Peck (Richard Gere) corrotto e degenerato, che arrotonda lo stipendio con speculazioni immobiliari e traffici misti sottobanco con i delinquenti.

Deve però rallentare di colpo i rischiosi maneggi quando viene aggregato al dipartimento degli Internal Affairs (commissione disciplinare) il cocciuto sergente latinos Raymond Avila (Andy Garcia).

Questi indaga sulla mela marcia con la collega Amy Wallace (Laurie Metcalf) tentando di metterlo con le spalle al muro fino a trasformare il caso in una missione personale di vendetta.

Infatti il farabutto gioca d'astuzia per mandare in tilt il bravo sergente e ci riesce perfettamente facendogli credere di essersela spassata con sua moglie Kathleen (Nancy Travis).

Al suo esordio hollywoodiano il regista britannico Mike Figgis mette in scena un poliziesco teso ed avvincente, che non dice nulla di particolrmente nuovo svelando gli squallidi altarini degli sbirri metropolitani ( senza sparare nel mucchio, chiaramente), ma lo fa con vigore e senso dello spettacolo in un cocktail di violenza ed erotismo.

Ottima squdra di attori con un Richard Gere che pur improvvisamente brizzolato, esibisce il proprio sex appeal come un'arma in un ruolo da mascalzone che gli calza a pennello.

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