IL COLLEZIONISTA DI OSSA

New York. Un brutto incidente ha fatto perdere l'uso di gambe e braccia al criminologo Lincoln Rhyme (Denzel Washington), non il cervello che è rimasto quello rapido ed intuitivo di sempre.
Soffre, troppo, tanto da ottenere dall'amico dottore la promessa per l'iniezione letale.

Quando la squadra omicidi gli chiede lumi per catturare un crudele serial killer che lascia chiarissimi messaggi di sfida, in codice, ecco che l'aspirante suicida ritorna ad essere l'implacabile cacciatore di assassini vari.

Dal letto in quale è costretto, prendendo spunto da due indizi apparentemente irrilevanti, spedisce la coraggiosa (e bella!) poliziotta Amelia Donaghy (Angelina Jolie) al posto giusto, mancando di un soffio il cattivone.

I delitti si susseguono, con l'omicida che gioca al gatto col topo, fino a che non finisce lui nella trappola.

Thriller del regista australiano Philip Noyce, con un buon ritmo, con qualche sequenza spaventosa, ma niente di che, e l'evidente spunto, diciamo così, tratto da "La Finestra sul cortile" di Hitchcock.
Washington sostituisce Stewart, guardone alla finestra, e la Jolie è nel ruolo (più o meno) di Grace Kelly. C'è il solito serial killer, nella fattispecie di New York.

Registicamente c'è un altro riferimento, nelle atmosfere inquietanti e violente: sarebbe l'ormai mitico "Seven".
Il finale, come per molti film, non è proprio all'altezza del resto, che rimane comunque sopra la media.

Denzel Washington è sempre coperto da un lenzuolone fino al collo: peccato per le signore.

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